Preziosi contrastati: oro sotto pressione, argento e palladio più resilienti
La settimana si è chiusa con un mercato dei metalli preziosi diviso. L’oro ha registrato la seconda perdita settimanale consecutiva, penalizzato dalle aspettative di tassi USA più alti e dal rafforzamento del dollaro. Venerdì lo spot gold era intorno a 4.227 dollari l’oncia, in calo di circa 2,3% sulla settimana.
L’argento ha mostrato una tenuta migliore, chiudendo venerdì intorno a 68,14 dollari l’oncia e risultando avviato a una chiusura settimanale positiva. Anche il palladio ha mostrato maggiore forza relativa, mentre il platino ha chiuso la settimana in calo.
Oro
L’oro è stato il metallo più penalizzato.
A pesare sono stati soprattutto:
  • aspettative di rialzo dei tassi USA;
  • dollaro forte;
  • inflazione americana sopra il 4%;
  • rendimenti obbligazionari elevati;
  • rottura tecnica sotto la media mobile a 200 giorni.
Reuters segnala che il mercato scontava una probabilità del 57% di un rialzo Fed entro dicembre, mentre gli investitori guardavano alla riunione della Federal Reserve del 16–17 giugno.
Argento
L’argento ha resistito meglio dell’oro.
La componente industriale continua a sostenere il metallo, anche se la volatilità resta elevata.
La forza relativa dell’argento conferma che il mercato non sta vendendo tutto il comparto dei preziosi allo stesso modo: l’oro soffre di più il tema tassi, mentre l’argento mantiene un supporto legato alla domanda industriale.
Platino
Il platino ha chiuso la settimana in calo, con quotazioni intorno a 1.706 dollari l’oncia venerdì. Il metallo resta condizionato da prese di profitto e da una lettura più prudente sulla domanda industriale.
Palladio
Il palladio è risultato più resiliente del platino. Venerdì era intorno a 1.281 dollari l’oncia ed era avviato a chiudere la settimana in rialzo. Il movimento sembra più tecnico che strutturale, perché il quadro di lungo periodo resta ancora fragile per via della domanda automotive e della sostituzione progressiva con il platino.
Cosa ha mosso il mercato
La causa principale della settimana è stata la combinazione tra inflazione, petrolio e Fed.
Le tensioni USA-Iran hanno sostenuto il petrolio, alimentando timori di inflazione energetica. Questo ha rafforzato l’idea che le banche centrali possano mantenere tassi elevati più a lungo. Per l’oro, che non paga interessi, questo è un fattore negativo nel breve periodo.
Allo stesso tempo, le ipotesi di un memorandum USA-Iran per fermare la guerra nel Golfo hanno fatto scendere il petrolio di oltre il 3%, ma non sono bastate a invertire il sentiment sull’oro.
Lettura finale
La settimana 8–12 giugno mostra un mercato selettivo.
L’oro resta sotto pressione perché il mercato guarda soprattutto a Fed, dollaro e rendimenti.
L’argento tiene meglio grazie alla componente industriale.
Il platino corregge.
Il palladio recupera, ma resta il metallo più fragile nel quadro strutturale.
Non siamo davanti a una fuga dai preziosi, ma a una fase in cui il mercato distingue tra metalli finanziari e metalli industriali.
Il prezzo si muove con le aspettative.
Il valore si costruisce nel tempo.
Oro in calo, argento e palladio più resilienti: il punto sui preziosi 8–12 giugno 2026
Settimana 8–12 giugno 2026: oro sotto pressione per Fed, dollaro e tassi USA; argento più resiliente, platino debole e palladio in recupero.
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