Il quadro della settimana
Inflazione americana, aspettative sui tassi e andamento del dollaro hanno guidato le contrattazioni dei metalli preziosi.
La settimana è stata caratterizzata da tre fasi: iniziale pressione ribassista, accelerazione delle vendite dopo i dati sull’inflazione statunitense e successivo recupero favorito dall’indebolimento del dollaro e dalla discesa dei rendimenti obbligazionari.
L’oro ha mostrato una ripresa nella seconda parte della settimana. Argento, platino e palladio hanno registrato oscillazioni più marcate, soprattutto durante la seduta di mercoledì.
Le ultime quotazioni complete e omogenee dei quattro metalli individuate nelle fonti consultate sono quelle rilevate da Reuters il 15 ottobre alle 18:01 UTC.
Fonte: Reuters, rilevazione del 15 ottobre 2026⁠.
Aggiornamento di venerdì 16 ottobre: alle 08:20 UTC, il Wall Street Journal riportava i futures sull’oro a New York in rialzo dello 0,7%, a 4.200,80 dollari per oncia. Si tratta di una quotazione futures, non del prezzo spot e neppure della chiusura settimanale.
Fattori che hanno influenzato i mercati
Inflazione statunitense
Il 14 ottobre il Bureau of Labor Statistics ha pubblicato l’indice dei prezzi al consumo di settembre.
I dati ufficiali indicano:
  • Inflazione mensile: +0,6%.
  • Inflazione annua: +3,7%.
  • Inflazione annua al netto di alimentari ed energia: +2,6%.
L’aumento dei prezzi della benzina ha contribuito in misura significativa all’accelerazione mensile.
Fonte ufficiale: BLS — Consumer Price Index, 14 ottobre 2026⁠.
Il 15 ottobre è arrivato anche il dato sui prezzi alla produzione.
Il PPI statunitense è aumentato dell’1,3% su base mensile e del 6,3% su base annua.
Fonte ufficiale: BLS — Producer Price Index, 15 ottobre 2026⁠.
Entrambi gli indicatori hanno confermato la persistenza delle pressioni inflazionistiche.
Federal Reserve e tassi
I dati sull’inflazione hanno inizialmente rafforzato le aspettative di un ulteriore aumento dei tassi da parte della Federal Reserve.
Successivamente, le dichiarazioni di alcuni esponenti della banca centrale hanno ridimensionato le aspettative di un intervento immediato.
Secondo Reuters, il 16 ottobre gli operatori attribuivano una probabilità dell’85% al mantenimento dei tassi invariati nella prossima riunione.
Si tratta di aspettative di mercato, non di decisioni già assunte.
Dollaro e rendimenti obbligazionari
Venerdì 16 ottobre il dollaro risultava in indebolimento rispetto alle principali valute.
Reuters riportava il Dollar Index a 101,61, in calo dello 0,42% nella rilevazione intraday.
La riduzione dei rendimenti obbligazionari ha contribuito al recupero dell’oro, attenuando la pressione esercitata dai dati sull’inflazione.
Geopolitica ed energia
Le tensioni in Medio Oriente hanno continuato a influenzare il mercato petrolifero.
Reuters ha documentato nuove preoccupazioni per la sicurezza delle infrastrutture energetiche saudite e per il traffico marittimo nel Golfo Persico.
Il principale collegamento con i metalli preziosi riguarda l’inflazione: prezzi energetici elevati possono sostenere le aspettative di politiche monetarie restrittive, anche quando aumenta la domanda di beni rifugio.
Il comportamento dei quattro metalli
Oro. La discesa di mercoledì 14 ottobre è stata seguita dal recupero del giorno successivo. Il movimento conferma la sensibilità del metallo alle aspettative sui tassi e ai rendimenti dei titoli di Stato americani.
Argento. Mercoledì ha subito una contrazione più pronunciata rispetto all’oro, seguita da un recupero giovedì. La maggiore ampiezza delle oscillazioni è coerente con la sua doppia natura di metallo da investimento e materia prima industriale.
Platino. Ha risentito della pressione ribassista di metà settimana, recuperando parzialmente nella seduta successiva. Per valutarne le prospettive industriali occorrono anche dati aggiornati sulla domanda e sull’offerta fisica.
Palladio. Ha seguito un andamento analogo, con una ripresa giovedì. Non emergono dalle fonti consultate elementi sufficienti per attribuire il movimento a nuove variazioni documentate delle scorte fisiche.
Una notizia dal mercato fisico: India
Il 15 ottobre Reuters ha riferito che diversi grandi fondi indiani hanno sospeso le sottoscrizioni di importo elevato dei propri ETF sull’oro.
Le richieste di rimborso non risultavano soggette alla medesima restrizione.
Secondo fonti citate dall’agenzia, la decisione sarebbe seguita a interlocuzioni con l’autorità di vigilanza indiana. Reuters precisava tuttavia che non era arrivata una conferma ufficiale dell’autorità.
Non è quindi corretto presentare la misura come un provvedimento formalmente imposto dal regolatore.
La notizia è rilevante per comprendere le condizioni del mercato dell’investimento aurifero indiano, ma non permette di quantificare nuove movimentazioni di oro fisico.
Fonte: Reuters — Indian mutual funds stop bulk subscriptions to gold ETFs, 15 ottobre 2026⁠.
In breve:
Oro e metalli preziosi: l’inflazione americana riporta i tassi al centro del mercato
La settimana dal 12 al 16 ottobre è stata caratterizzata da un andamento irregolare dei metalli preziosi, condizionato principalmente dai dati economici statunitensi e dalle aspettative sulle prossime decisioni della Federal Reserve.
L’elemento centrale è stato il ritorno delle pressioni inflazionistiche.
I dati ufficiali pubblicati negli Stati Uniti hanno mostrato un’accelerazione sia dei prezzi al consumo sia di quelli alla produzione. Il mercato ha inizialmente reagito rafforzando le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi di interesse.
Per l’oro, che non produce interessi, il rialzo dei rendimenti obbligazionari rappresenta generalmente un fattore sfavorevole. Quando aumenta la remunerazione delle attività finanziarie alternative, il costo opportunità di detenere metallo fisico tende a crescere.
La reazione è stata evidente nella seduta del 14 ottobre, durante la quale oro, argento, platino e palladio hanno registrato ribassi.
La situazione è cambiata nella giornata successiva.
L’indebolimento del dollaro e la riduzione dei rendimenti dei titoli di Stato americani hanno favorito un recupero dei metalli preziosi, nonostante i dati sull’inflazione continuassero a indicare pressioni sui prezzi.
Questo comportamento evidenzia un aspetto importante: l’inflazione non determina automaticamente un aumento delle quotazioni dell’oro.
La reazione dipende anche dalle conseguenze che gli operatori attribuiscono all’inflazione stessa, soprattutto in relazione alla politica monetaria.
Nel frattempo, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a rappresentare un elemento di incertezza. Le ripercussioni sul settore energetico possono infatti influenzare le prospettive inflazionistiche e, indirettamente, il mercato dei metalli preziosi.
Per argento, platino e palladio rimane fondamentale distinguere la componente finanziaria da quella industriale. Le variazioni delle quotazioni non sono sufficienti, da sole, a dimostrare cambiamenti nella domanda fisica o nelle disponibilità di metallo.
La settimana si avvia quindi alla conclusione con un recupero rispetto ai minimi di metà settimana, ma senza elementi sufficienti per dichiarare esaurita la fase di volatilità.
Le prossime indicazioni della Federal Reserve, insieme all’andamento del dollaro, dei rendimenti obbligazionari e dei prezzi energetici, rimarranno determinanti per valutare l’evoluzione del mercato.
CHE ORO TIRA?
Focus mercati e metalli preziosi
A cura di Edoardo Boccherini

Nota editoriale: il rapporto distingue le quotazioni spot dai futures e le rilevazioni intraday dalle chiusure definitive. Non vengono attribuite movimentazioni fisiche, acquisti istituzionali o variazioni delle riserve sulla base delle sole oscillazioni dei prezzi.

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